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Synod14 - 3a Congregazione generale: Sintesi non ufficiale del dibattito generale (7 ottobre, mattina), 07.10.2014


Sintesi in lingua italiana

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua francese

Sintesi in lingua italiana

Terza Congregazione generale: Sintesi non ufficiale del dibattito generale

Santo Padre: presente
Padri Sinodali: 184

La terza Congregazione generale ha visto il proseguimento del dibattito generale. Il tema previsto, secondo l’ordine dell’Instrumentum laboris, era: "Vangelo della famiglia e legge naturale" (I parte, cap. 3) e "La famiglia e la vocazione della persona in Cristo" (I parte, cap. 4).

In apertura di Congregazione, è stato reso noto che il Concistoro ordinario, convocato dal Santo Padre per lunedì 20 ottobre, sarà dedicato alla situazione in Medio Oriente, sulla base dei risultati della riunione di alcuni Rappresentanti Pontifici e dei Superiori dei Dicasteri competenti, svoltasi in Vaticano dal 2 al 4 ottobre scorsi. Il tema del Concistoro verrà presentato dal Segretario di Stato, card. Pietro Parolin. All’incontro prenderanno parte anche sei Patriarchi orientali ed il Patriarca latino di Gerusalemme, S. B. Fouad Twal.

Il dibattito generale è quindi proseguito sugli argomenti previsti: si è detta necessaria una maggiore preparazione al matrimonio, affinché esso sia non solo valido, ma anche fruttuoso. Il suggerimento è stato quello di non guardare solo ai rimedi per il fallimento dell’unione coniugale, ma anche alle condizioni che lo rendono valido e fruttuoso. Ciò che bisogna trasmettere è una visione del matrimonio non solo come un punto di arrivo, ma come un cammino verso una meta più alta , una strada di crescita personale e in coppia, una forza e fonte di energia. La scelta matrimoniale è una vera e propria vocazione ed in quanto tale ha bisogno di fedeltà e coerenza per risultare vero luogo di crescita e di salvaguardia dell’umano.

Per questo, i coniugi vanno accompagnati costantemente nel loro percorso di vita, attraverso una pastorale familiare intensa e vigorosa. Il cammino di preparazione al sacramento matrimoniale, quindi, deve essere lungo, personalizzato ed anche severo, senza timori di veder eventualmente diminuire il numero di nozze celebrate in Chiesa. Altrimenti, si correrebbe il rischio di intasare i Tribunali con le cause matrimoniali.

Altro punto evidenziato in Aula è stato quello dell’influenza dei mass-media, a volte invadente, nel presentare ideologie contrarie alla dottrina della Chiesa sulla famiglia ed il matrimonio. In questa ottica, si è detto, i cattolici vanno sì protetti, ma anche preparati meglio: la Chiesa deve offrire il suo insegnamento in maniera più incisiva, presentando la dottrina non come un elenco di divieti, ma facendosi vicina ai fedeli, così come faceva Gesù. In questo modo, agendo con empatia e tenerezza, sarà possibile ridurre il divario tra la dottrina e la prassi, tra gli insegnamenti della Chiesa e la vita quotidiana delle famiglie. Perché ciò che occorre non è una scelta tra la dottrina e la misericordia, ma l’avvio di una pastorale illuminata, per incoraggiare soprattutto le famiglie in difficoltà, che spesso avvertono un senso di non appartenenza alla Chiesa.

E proprio sulle coppie in difficoltà, i divorziati risposati, è tornato a riflettere il dibattito odierno: a loro, si è detto, la Chiesa deve presentare non un giudizio, ma una verità, con uno sguardo di comprensione, perché la gente segue la verità e segue la Chiesa se essa dice la verità. La "medicina" della misericordia dona accoglienza, cura e sostegno. Anche perché - è stato evidenziato - le famiglie sofferenti non cercano soluzioni pastorali rapide, non vogliono essere una mera cifra statistica, ma sentono il bisogno di essere ispirate, di sentirsi accolte ed amate. Deve essere lasciato più spazio alla logica sacramentale, piuttosto che a quella giuridica.

Quanto all’accostamento all’Eucaristia da parte dei divorziati risposati, è stato ribadito che tale sacramento non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino.

Come ieri pomeriggio, inoltre, il dibattito si è soffermato sull’esigenza di rinnovare il linguaggio dell’annuncio del Vangelo e della trasmissione della dottrina: la Chiesa deve aprirsi di più al dialogo, deve ascoltare più frequentemente (e non solo in casi eccezionali) le esperienze delle coppie sposate, poiché le loro lotte, i loro fallimenti non possono essere ignorati, anzi: possono essere fondamento di una teologia reale, vera. E sempre a proposito del linguaggio, è stata rilevata qualche perplessità sul suggerimento – inserito nell’Instrumentum laboris – di approfondire il concetto, di ispirazione biblica, di "ordine della creazione", come possibilità di rileggere in modo più significativo la "legge naturale": non basta cambiare il vocabolario, si è detto, se poi non si riesce a creare un ponte di dialogo efficace con i fedeli. In questo senso, la tanto avvertita e diffusa esigenza di cambiamento è da intendere – si è detto – come conversione pastorale, per rendere l’annuncio del Vangelo più efficace.

In Aula, poi, sono state presentate tre dimensioni specifiche della famiglia: la vocazione alla vita; la missionarietà, intesa come testimoniare Cristo attraverso l’unità familiare; e l’accoglienza dell’altro, perché la famiglia è la prima scuola di alterità, il luogo in cui si possono imparare la pazienza e la lentezza, in contrapposizione alla frenesia del mondo contemporaneo. Una ulteriore dimensione del nucleo familiare è stata evidenziata anche nella santità, poiché la famiglia educa alla santità, è icona della Trinità, Chiesa domestica al servizio dell’evangelizzazione, futuro dell’umanità.

Altri punti accennati durante la terza Congregazione generale hanno riguardato l’importanza della catechesi per le famiglie, soprattutto per i bambini, e della preghiera tra le mura domestiche, poiché essa dà luogo ad una vera e propria generazione della fede, permettendone la trasmissione dai genitori ai figli. Infine, è stata sottolineata la necessità di una formazione più approfondita per i sacerdoti ed i catechisti.

[03023-01.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua inglese

Third General Congregation: unofficial Summary of the general debate

Holy Father: present
Synod Fathers: 184

The general debate continued throughout today’s third general Congregation. The theme according to the order of the Instrumentum Laboris was: "The Gospel of the Family and the Natural Law" (Part I, Chapter 3) and "The Family and Vocation of the Person in Christ" (Part I, Chapter 4).

At the opening of the Congregation, it was announced that the Ordinary Consistory, convoked by the Holy Father for Monday 20 October, will be devoted to the situation in the Middle East, on the basis of the results of the meeting of various Papal Representatives and Superiors of the competent Dicasteries, held in the Vatican from 2 to 4 October. The theme of the Consistory will be presented by Cardinal Secretary of State Pietro Parolin. The meeting will also be attended by six Oriental Patriarchs and the Latin Patriarch of Jerusalem, His Beatitude Fouad Twal.

The general debate then continued in relation to the issues stated above. It was agreed that greater preparation for marriage is necessary, so that it is not only valid but also fruitful. The suggestion was to look not only towards remedies for failure of the conjugal union, but also to focus on the conditions that render it valid and fruitful. It is necessary to transmit a vision of marriage that does not regard it as a destination, but rather as a path to a higher end, a road towards the growth of the person and of the couple, a source of strength and energy. The decision to marry is a true vocation and as such requires fidelity and coherence in order to become a true locus for the growth and the protection of the human being.

For this reason, married couples must be accompanied throughout their path in life, by means of intense and vigorous family pastoral care. The path of preparation for the marriage sacrament, must therefore be long, personalised and also severe, without the fear of eventually leading to a reduction in the number of weddings celebrated in Church. Otherwise, there is the risk of filling the Tribunals with marriage cases.

A further point that emerged during the discussion was the influence of the mass media, at times intrusive, in presenting ideologies contrary to the doctrine of the Church in relation to family and marriage. In this respect, it was said, Catholics must be protected but must also be better prepared: the Church must offer her teaching in a more incisive manner, presenting doctrine not merely as a list of prohibitions, but also by drawing closer to the faithful, as Jesus did. In this way, acting with empathy and tenderness, it will be possible to reduce the gap between doctrine and practice, between the teachings of the Church and the daily life of families. What is needed is not a choice between doctrine and mercy, but rather the beginning of an enlightened pastoral care to encourage above all those families in difficulty, who are often aware of a sense of not belonging to the Church.

Today’s debate then turned again to couples in difficulty and divorced and civilly remarried persons, for whom, it was said, that the Church should offer not judgement but truth, with a gaze of understanding, because people follow the truth, and will follow the Church if she speaks the truth. The "medicine" of mercy offers acceptance, care and support. Also because – it was shown – suffering families do not seek rapid pastoral solutions, and they do not wish to be a mere statistical figure, but rather feel the need to be inspired, to feel that they are welcomed and loved. More space must be allowed for a sacramental rather than a juridical form of logic.

With regard to the approach to the Eucharist by the divorced and remarried, it was emphasised that it is not the sacrament of the perfect, but rather of those who are on the way.

Like yesterday afternoon, the debate focused on the need to renew the language of the proclamation of the Gospel and the transmission of doctrine: the Church must be more open to dialogue, and must listen more frequently (and not only in exceptional cases) to the experiences of married couples, because their struggles and their failures cannot be ignored; on the other hand, they can be the basis of a real and true theology. Again, in relation to language, some perplexity was expressed at the suggestion – included in the Instrumentum Laboris – to deepen the concept, of biblical inspiration, of the "order of creation" as a possibility of rereading "natural law" more meaningfully: it was added that it is not enough to change the vocabulary if a bridge to effective dialogue with the faithful is not then created. In this sense, the much foretold and widespread need for change may be understood, it was said, as pastoral conversion, to make the proclamation of the Gospel more effective.

In the Assembly, three specific dimensions of the family were presented: the vocation to life, the missionary aspect understood as witnessing Christ through the family unity, and acceptance of the other, as the family is the first school of otherness, the place in which it is possible to learn patience and slowness, in contrast to the frenzy of the contemporary world. A further dimension of the family unit is shown also in holiness, as the family educated in holiness is the icon of the Trinity, the domestic Church in the service of evangelisation, the future of humanity.

Other points indicated during the third general Congregation related to the importance of catechesis for families, especially for children, and prayer between domestic walls, so that it may give rise to a true generation of faith, enabling its transmission from parents to children. Finally, the need for a more thorough formation for priests and catechists was underlined.

[03023-02.01] [Original text: Italian - working translation]

Traduzione in lingua spagnola

Tercera Congregación General: Síntesis no oficial del debate

Santo Padre: Presente
Padres Sinodales: 184

Durante la tercera congregación general ha proseguido la discusión. Los temas previstos, de acuerdo con el orden del Instrumentum Laboris, han sido: "Evangelio de la familia y ley natural" (Parte I, cap. 3) y "La familia y la vocación de la persona en Cristo" (Parte I, cap 4.).

En la apertura de la Congregación se ha anunciado que el Consistorio ordinario, convocado por el Santo Padre para el lunes, 20 de octubre estará dedicado a la situación en el Oriente Medio, a la luz de los resultados de la reunión de algunos Representantes Pontificios y de los Superiores de los Dicasterios competentes celebrada en el Vaticano del 2 al 4 de octubre. El tema del Consistorio será presentado por el cardenal Pietro Parolin, Secretario de Estado. En el encuentro también participarán seis patriarcas orientales y el patriarca latino de Jerusalén, S.B. Fouad Twal.

El debate general ha continuado siguiendo los argumentos previstos. Se ha afirmado que era necesaria una mayor preparación para el matrimonio, para que éste no fuera sólo válido, sino también fructífero. La propuesta es la de no preocuparse solamente por los remedios para el fracaso de la unión conyugal, sino también por las condiciones que la hacen válida y fructífera. Lo que hay que transmitir es una visión del matrimonio no sólo como punto de llegada, sino como un camino hacia una meta más alta, un camino de crecimiento personal y de pareja, una fuerza y fuente de energía. La elección del matrimonio es una vocación verdadera y propia y como tal requiere fidelidad y coherencia para ser realmente un lugar de crecimiento y de salvaguardia de lo humano.

Para ello, hay que acompañar constantemente a los cónyuges en su itinerario de vida, a través de una pastoral familiar intensa y vigorosa. El camino de preparación para el sacramento del matrimonio debe ser, por lo tanto, largo, personalizado y también severo, sin miedo a que eventualmente disminuya el número de bodas celebradas en la Iglesia. De lo contrario, se corre el riesgo de obstruir los tribunales de justicia con los procesos matrimoniales.

Otro punto destacado en el Aula ha sido la influencia de los medios de comunicación, a veces intrusivos, cuando presentan ideologías contrarias a la doctrina de la Iglesia sobre el matrimonio y la familia. En esta perspectiva, se ha reiterado que además de proteger a los católicos, también hay que prepararlos mejor. La Iglesia debe ofrecer su enseñanza de forma más incisiva, presentando la doctrina no como una lista de prohibiciones, sino haciéndose más cercana a los fieles, como hacía Jesús. De esta manera, actuando con empatía y ternura, será posible reducir la brecha entre la doctrina y la práctica, entre las enseñanzas de la Iglesia y la vida familiar. Porque lo que necesitamos no es una elección entre la doctrina y la misericordia, sino la puesta en marcha de una pastoral iluminada, para animar sobre todo a las familias en dificultades, que a menudo tienen la sensación de que no pertenecen a la Iglesia.

Se ha reanudado el debate sobre el tema de las parejas con problemas, los divorciados que se han vuelto a casar. A ellos, se ha dicho, la Iglesia no debe presentar un juicio, sino una verdad, con una mirada comprensiva, porque la gente sigue la verdad y sigue a la Iglesia si ésta dice la verdad. La "medicina" de la misericordia da acogida, atención y apoyo. Sobre todo porque - se ha destacado- las familias que sufren no buscan soluciones pastorales rápidas, no quieren ser una mera cifra estadística, sino que sienten la necesidad de ser aconsejadas y de sentirse aceptadas y amadas. Se debe dar más espacio a la lógica sacramental que a la jurídica.

En cuanto al acercamiento a la Eucaristía de los divorciados que se han vuelto a casar, se ha reiterado que ese sacramento no es el sacramento de los perfectos, sino de aquellos que están en camino.

Al igual que ayer por la tarde la discusión se ha centrado también en la necesidad de renovar el lenguaje de la proclamación del Evangelio y de la transmisión de la doctrina. La Iglesia debe abrirse más al diálogo y escuchar con más frecuencia (y no sólo en casos excepcionales) las experiencias de las parejas casadas, porque sus luchas y sus fracasos no pueden ser ignorados; al contrario, pueden ser el fundamento de una teología real, verdadera. Y siempre a propósito del lenguaje, ha habido alguna que otra perplejidad acerca de la sugerencia – incluida en el Instrumentum Laboris – de profundizar en el concepto, de inspiración bíblica, de "orden de la creación" como posibilidad de releer de una manera más significativa la "ley natural". No es suficiente cambiar el vocabulario, se ha dicho, si luego no se consigue crear un puente de diálogo efectivo con los fieles. En este sentido, se ha afirmado que la vasta y difusamente sentida necesidad de cambio debe entenderse como conversión pastoral para que el anuncio del Evangelio sea más eficaz.

A continuación se han presentado tres dimensiones específicas de la familia: la vocación a la vida; la misionera, entendida como testimonio de Cristo a través de la unidad familiar; y la aceptación del otro, ya que la familia es la primera escuela de alteridad, el lugar donde se pueden aprender la paciencia y la lentitud, en contraste con el ajetreo y el bullicio del mundo moderno. También se ha puesto de relieve otra dimensión ulterior del núcleo familiar : la santidad, porque la familia educa a la santidad, es un icono de la Trinidad, Iglesia doméstica al servicio de la evangelización, futuro de la humanidad.

Otros puntos mencionados durante la Tercera Congregación General han sido la importancia de la catequesis para las familias, especialmente para los niños, y de la oración entre las paredes domésticas que da lugar a una verdadera y propia generación de la fe, transmitiéndola de padres a hijos. Por último, se ha subrayado la necesidad de un formación más profunda de los sacerdotes y catequistas.

[3023-04.01] [Texto original: Italiano - Traducción no oficial]

Traduzione in lingua francese

Troisième Congrégation générale du Synode: résumé non officiel du débat général

Saint-Père: présent
Pères synodaux: 184

Cette session a prolongé de débat général autours de: l'Evangile de la famille et la loi naturelle; et de La famille et la vocation de la personne dans le Christ.

En ouverture a été annoncé que le consistoire ordinaire du 20 octobre serait consacré à la situation du proche et moyen Orient, dans le sillage de la réunion tenue en début de semaine avec les nonces en poste dans la région. Les patriarches orientaux ainsi que le patriarche latin de Jérusalem y prendront part, et le Cardinal Secrétaire d'Etat en fera la présentation.

Les débats de ce matin on mis en exergue la nécessité d'une meilleure préparation pré-matrimoniale, solide et efficace. Il ne suffit pas d'envisager des remèdes aux échecs conjugaux mais élaborer les conditions de succès des mariages. Pour cela il est nécessaire d'offrir une vision du mariage qui ne se limite pas à sa réussite mais qui le présente comme un passage vers un but supérieur, au moyen d'une ascèse personnelle des couples qui soit force et énergie. Le mariage, qui est une vocation à part entière, implique la fidélité et la cohérence afin d'être un espace de progrès de l'humain.

Les époux doivent donc être accompagnés par le biais d'une pastorale spécifique vigoureuse. Personnalisée, la préparation sacramentale doit être longue et rigoureuse, même si cela risque de diminuer le nombre des noces à l'Eglise. On ne doit pas encombrer de causes matrimoniales les tribunaux ecclésiastiques.

Il a ensuite été question des media, dont la présence est parfois envahissante dans leur présentation d'idées opposées à la doctrine de l'Eglise en matière de mariage. Les fidèles doivent êtres mis en garde mais aussi mieux armés. L'enseignement de l'Eglise doit être plus incisif et ne pas se limiter à des interdits. Comme Jésus, elle doit se faire proche des personnes. En agissant ainsi il sera possible de réduire la fracture entre doctrine et pratique, entre enseignement ecclésial et vie familiale. Il n'est pas question de choisir entre doctrine et miséricorde mais de développer une pastorale éclairée, encourageant des familles en crise qui souvent ne ne sentent plus appartenir à l'Eglise.

Face aux couples en difficulté et aux divorcés remariés, l'Eglise soit présenter la vérité et non point un jugement. Avec compréhension, elle doit convaincre les intéressés à suivre la vérité, à suivre l'Eglise qui dit la vérité. C'est la miséricorde qui soigne et accompagne, d'autant que les familles en crise n'attendent pas des solutions pastorales rapides. Elles ne veulent pas être de simples statistiques mais se sentir comprises et aimées. Il faut accorder plus d'espace à la logique sacramentale qu'à la logique juridique.

Pour ce qui est de l'Eucharistie aux divorcés remariés, il a été réaffirmé qu'il ne s'agit pas du sacrement des parfaits mais de qui chemine.

Le débat est revenu sur la nécessité de changer de langage, sur le principe d'un dialogue plus large et assidu. Il convient d'écouter plus souvent l'expérience des époux car leurs problèmes, loin d'être ignorés, doivent devenir le fondement d'une théologie réelle. Il a été décidé de préciser le sens de concepts comme l'inspiration biblique, l'ordre de la création, la loi naturelle. Il ne suffit pas de changer le vocabulaire pour établir un pont et engager un dialogue efficace avec les fidèles. C'est bien d'une conversion pastorale dont il est besoin pour rendre l'annonce évangélique plus efficace.

On a alors présenté les dimensions spécifiques de la famille que sont la vocation à la vie, à la mission et à l'accueil. Témoigner du Christ au travers de l'unité familiale fait d'elle la première école d'altérité, un espace qui contraste avec l'agitation du monde ambiant. L'éducation à la sainteté de la famille, comme icône de la Trinité, a été soulignée, avec la prière qui transmet la foi des parents aux enfants.

Là encore, les prêtres et les catéchistes doivent également recevoir une formation plus adaptée".

[03023-03.01] [Texte original: Italien - version de travail]

[B0724-XX.03]