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Papa Francesco alla Comunità “Il Chicco” (Ciampino), nel quadro dei “Venerdì della misericordia” dell’Anno giubilare, 13.05.2016


Alle ore 17 di oggi, 13 maggio, Papa Francesco nel corso dell’iniziativa giubilare i “Venerdì della misericordia”, ha visitato la comunità “Il Chicco”. Si tratta di un’associazione che appartiene alla grande famiglia dell’Arche (L’Arca) fondata da Jean Vanier nel 1964. E’ presente in oltre 30 Paesi nei cinque continenti e insieme all’associazione “Fede e Luce” si dedica alle persone più deboli ed emarginate della società. La comunità del Chicco è la prima realizzata in Italia, fondata nel 1981 ospita oggi 18 persone con grave disabilità mentale. Una seconda struttura si trova anche a Bologna e una terza potrebbe aprirsi tra poco in Sardegna. L’intuizione che sta alla base di queste “case famiglia” è quella di accogliere le persone con grave disabilità per farle sentire accolte e protagoniste della loro vita e di quella di chi vi si dedica. L’idea portante dell’Arca è quella di fare “l’elogio dell’imperfezione”; cioè far prendere coscienza che nessuno può essere discriminato per nessuna forma di disabilità. La frequentazione di queste case permette di scoprire quanto queste persone possiedano una sensibilità tutta propria, fatta di profondo affetto e ricerca di amicizia.

Papa Francesco ha voluto dare un ulteriore segno contro la cultura dello scarto. Non si può essere privati di amore, gioia e dignità solo perché portatori di una disabilità mentale. Nessuno può permettersi di discriminare in forza di preconcetti che emarginano e rinchiudono nella solitudine famiglie e associazioni.

Nella struttura di Ciampino vi sono due case famiglia (chiamate “focolari”) la “Vigna” e “Ulivo”. Papa Francesco si è seduto a tavola per fare merenda con i disabili e i volontari, ha ascoltato le semplici parole di Nadia, Salvatore, Vittorio, Paolo, Maria Grazia, Danilo…condividendo con gioia e semplicità questo momento familiare. Ha potuto visitare anche i disabili più gravi dando segni di profondo affetto e tenerezza; in particolare verso Armando e Fabio che furono i primi ad essere accolti. Secondo l’intuizione del fondatore dell’Arca, i disabili devono svolgere una vita fatta anche di impegno manuale, secondo le capacità di ognuno. Per questo Papa Francesco si è recato nel laboratorio artigianale dove quotidianamente vengono creati piccoli oggetti di artigianato che esprimono la creatività e fantasia dei membri del “Chicco”. Tenendosi tutti per mano, infine, Papa Francesco ha pregato insieme nella piccola cappella e abbracciato da tutti si è congedato alle 18.30 circa.

La Comunità del “Chicco” vive di pochi sussidi regionali mentre è affidata alla Provvidenza la gran parte dell’aiuto necessario per l’assistenza. Il Papa oltre a una somma come contributo personale si è presentato portando delle pastarelle, frutta di stagione, ciliegie e pesche, accolte con grande applauso e gioia da tutti.

Papa Francesco ha espresso con questa visita uno dei tratti più salienti che caratterizzano il suo pontificato: l’attenzione ai più semplici e più deboli. Portando loro la tenerezza e l’affetto ha voluto dare il segno concreto di come si può vivere l’anno della misericordia.

Al 12 maggio i dati ufficiali dell’Anno Santo parlano di oltre 7 milioni (7.133.256) presenti agli eventi giubilari in Roma. Quello di oggi è il quinto segno di misericordia compiuto da Papa Francesco nel corso del Giubileo: a gennaio visitò la casa di riposo per anziani, e malati in stato vegetativo; a febbraio, la comunità di tossicodipendenti a Castelgandolfo; a marzo, il centro di accoglienza (Cara) per profughi a Castelnuovo di Porto; ad aprile, la visita all’isola di Lesbo

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